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Lo stile Linux: Libertà e spirito di comunità!

14 Giu

Avete mai pensato di provare a passare ad un OS gratuito e libero dalle costrizioni delle compagnie software? Siete mai siete mai stati incuriositi da Linux e attratti dalla sua diversità? Io lo sono sempre stato, ma non ho mai avuto l’occasione di dedicare del tempo all’immersione nell’universo dell’Open Source (anche se sarebbe più opportuno usare il termine Free Software), fino ad ora.

Il Software Libero (Fonte: tis.bz.it)

Il Software Libero (Fonte: tis.bz.it)

Innanzitutto vorrei spiegare la differenza tra i termini appena menzionati. Il termine Free Software (Software Libero) denota il software creato con in mente la comunità e la progressione della conoscenza umana. Infatti il Free Software deve rispettare le quattro libertà fondamentali:

  • 0) La libertà di eseguire il programma per qualsiasi motivo.
  • 1) La libertà di studiare il programma e di modificarlo.
  • 2)La libertà di ridistribuire copie così che si possa aiutare il proprio vicino.
  • 3)La libertà di ridistribuire copie della tua versione modificata così che l’intera comunità possa beneficiare dei tuoi cambiamenti.

(Fonte: lezioni al corso di Rivoluzione Digitale)

Le libertà 1 e 3 impongono che il software debba essere a sorgente aperto, ossia con il codice di programmazione visibile. Vi potete rendere conto che il Free Software non è necessariamente gratis, ma solo libero.

Open Source (Sorgente Aperto), invece, è un termine creato a scopo di marketing dalle imprese per distanziarsi dal radicalismo del Free Software e attrarre i consumatori che cercano delle soluzioni “economicamente sostenibili”. Il software denominato con questo termine è effettivamente a sorgente aperto, ma non rispetta necessariamente le quattro libertà e quindi è possibile, ad esempio, che sia vietato modificare o ridistribuire il codice.

(Fonte: /CHKDSK)

(Fonte: /CHKDSK)

Dopo questo excursus posso parlare della mia esperienza con Linux: Ho provato ad installare su una macchina virtuale Linux Mint, la distribuzione basata su kernel Linux più utilizzata al mondo. Inaspettatamente non ci sono stati problemi con i driver e l’installazione è stata veloce.

Al primo avvio mi sono accorto con piacere che l’interfaccia MATE è molto simile a quella di Windows, fatto forse voluto per minimizzare i traumi dal cambiamento. I tasti per la chiusura delle finestre, ad esempio, sono nell’angolo superiore destro, invece che a sinistra come si trova solitamente nei sistemi basati su UNIX, come Mac OSX.

Il desktop di Mint (Fonte: arstechnica)

Il desktop di Mint (Fonte: arstechnica)

Dopo poco tempo dal primo avvio si incontrano tuttavia i primi problemi, il principale dei quali è: come posso utilizzare i programmi di cui ho bisogno? Molti programmi sono disponibili anche in versione Linux, ma spesso capita di dover ricorrere a un programma disponibile solo per Windows. Allora basta installare Wine, il cui acronimo significa Wine Is Not an Emulator (Wine non è un emulatore). In effetti lo si potrebbe definire un simulatore: imita i file di sistema di Windows per permettere di utilizzarne i programmi. Wine è ancora esperimentale (lo è da più di 15 anni) e non sempre funziona, ma può essere di grande aiuto.

Programma di conversione per Windows su Wine

Programma di conversione per Windows su Wine

Linux Mint si è dimostrato reattivo e leggero, dunque viene da chiedersi: Perché sono ancora pochi coloro che utilizzano le distribuzioni Linux sui propri pc? Secondo me è perché il timore dei cambiamenti resta comunque forte tra chi non sa utilizzare bene il computer. Inoltre si stanno diffondendo sempre maggiormente i tablet Android tra chi faceva un uso basico dei pc: navigare su internet, controllare la posta, giocare a qualche gioco. In questo caso si può decretare la vittoria di Linux, che è alla base di Android.

E’ tuttavia una vittoria amara: Android induce ben poco chi lo utilizza allo spirito di comunità proprio di Linux. Questo spirito si basa sul dare il proprio contributo secondo le proprie possibilità, ad esempio segnalare i bug trovati o aiutare a rimuoverli, e induce a mantenere il software libero dai vincoli pecuniari. E’ vero che chi ha conoscenze basiche di informatica difficilmente si preoccuperà dell’esistenza di una comunità, ma in questo caso si orienterà sui tablet, più facili da utilizzare, ed è questo il fattore che differenzia chi utilizza Linux sui computer e chi utilizza Android (almeno la maggior parte).

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Non è dunque ancora arrivato il momento della grande diffusione di Linux sui computer, e secondo me difficilmente arriverà.

 

Cristian Ricardo Quadro

Live from Africa: Ubuntu!

14 Giu

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Ubuntu è una distribuzione Linux, nata nel 2004 e basata su Debian, che si concentra sulla facilità di installazione e d’uso e sul rilascio semestrale di nuove versioni. Ubuntu, rilasciata come software libero, ha un orientamento spiccato verso l’utilizzo del desktop e una maggiore attenzione al supporto hardware dei portatili.

Il nome deriva da un antico vocabolo, “Zulu” (letteralmente “umanità”) diffuso in varie parti dell’Africa meridionale nel contesto del detto “Zulu umuntu ngumuntu ngabantu”, tradotto come “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”. La distribuzione Ubuntu si prefigge l’obiettivo di portare nel mondo del software questo concetto, dando un grande peso alla comunità di utenti che partecipano allo sviluppo del sistema operativo.
Il progetto comprende tra i punti chiave:

  • Una forte impronta Debian (una fork temporanea di questa distribuzione);
  • L’uso del Desktop environment GNOME;
  • La garanzia di aggiornamenti semestrali;
  • Una forte impronta come software libero;
  • Una risoluzione del bug #1.

Il primo rilascio del sistema operativo avviene il 20 ottobre 2004. I rilasci semestrali seguono di un mese i rilasci di GNOME in maniera da includere sempre l’ultima versione stabile disponibile. A differenza di altri precedenti fork di Debian, come MEPIS, Xandros, Linspire, Progeny e Libranet che usano parti di codice chiuso, il modello di Ubuntu è di usare sempre un software libero (concetto derivato dalla filosofia di Debian). I pacchetti di Ubuntu derivano generalmente dal ramo instabile di Debian, usando APT o Synaptic per l’installazione degli stessi.

Ubuntu coopera, fino ad un certo livello, anche con lo sviluppo di Debian apportando correzioni a vari bug e aggiungendo funzionalità, anche se ci sono critiche sulla non notevole mole di integrazione e sulla non compatibilità binaria di alcuni pacchetti tra Debian e Ubuntu. Ubuntu è basata sull’ambiente desktop GNOME, specificatamente progettato per fornire un’interfaccia semplice, intuitiva ed allo stesso tempo completa e potente corredata da un’ampia gamma di applicazioni libere.
Il punto di forza di Ubuntu è la sua estrema semplicità di utilizzo, il suo ottimo riconoscimento e supporto dell’hardware, il proprio pacco software aggiornato contenente tecnologie come Compiz Fusion ed altri strumenti che rendono questa distribuzione spiccatamente improntata verso l’ambiente desktop.

Una delle promesse della distribuzione è di avere un sistema desktop pronto all’uso in 25 minuti (tempo medio di installazione). La versione desktop è stata progettata per i compiti più utili all’utente medio. Il sistema appena installato comprende un word processor (OpenOffice.org, per creare e stampare documenti e presentazioni), un internet browser (Mozilla Firefox, per navigare su internet), il programma di fotoritocco (GIMP), un client di messaggistica istantanea (Pidgin), oltre a funzioni più basilari come un editor di testi (Gedit), un visualizzatore di documenti PDF (Evince), un lettore multimediale e giochi. È possibile comunque installare, con gli strumenti inclusi nel sistema oltre 20.000 programmi, tra cui software come Skype, MSN ed altri.

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Tutte le versioni di Ubuntu sono sensibili al tema dell’accessibilità, ovvero la possibilità a persone diverse per età, cultura e condizione fisica di usare lo stesso sistema:

  • Temi ad alto contrasto – per soggetti ipovedenti;
  • Sintetizzatore vocale e lente di ingrandimento virtuale – per ipovedenti o non vedenti;
  • Tastiera virtuale (on screen) – per soggetti incapacitati ad usare una normale tastiera

In virtù dei sistemi di gestione dei pacchetti tipici di un sistema Linux, Ubuntu tiene traccia di tutti i programmi installati e effettua gli aggiornamenti in maniera centralizzata e senza il bisogno di riavviare il computer.
Una importante caratteristica di un sistema Ubuntu è la sua resilienza a virus, adware, spyware e malware, essendo questi sviluppati generalmente per Microsoft Windows.

L’architettura di un sistema Linux lascia poca libertà d’azione ad un programma nocivo data la tendenza ad operare con un account utente limitato (non amministrativo, root).
Scegliendo applicazioni libere dai repository ufficiali è quasi impossibile trovare applicazioni malware dato che l’eventuale codice maligno verrebbe notato ed eliminato.

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In conclusione, ecco un commento da parte di un utente che presenta il pensiero della stragrande maggioranza delle persone che usano Ubuntu.

“Ubuntu non é un sistema, é una roccia! Il termine “crash” non lo conosce! Le risorse dell’hardware vengono innanzitutto riconosciute dal Wi-Fi al Bluetooth alla prima volta e soprattutto sfruttate bene, vale a dire:

  • I processori non lavorano mai a pieno regime (come in Vista!);
  • La RAM viene utilizzata in maniera parsimoniosa (mentre Vista ne utilizza già 500 Mb per i fatti suoi).

Configurabilità ed estetica, dopo un bel trattamento con Beryl, non ha rivali.

Certo, nessun sistema é perfetto ma Ubuntu batte tutti in efficienza, costo (completamente GRATUITO), estetica, configurabilità del proprio ambiente di lavoro, ecc.”

In seguito, vi riporto un video in cui potete farvi un’idea.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=i0ZtcxHUSDQ

Ed adesso, a voi i commenti!

 

Giuseppe Zocco

L’emulazione dei sistemi: Via libera alla nostalgia!

14 Giu

La caratteristica particolare del digitale è che, grazie al binario e ai programmi, tutto si può fare. Esempio di ciò è la macchina di Turing: una macchina che funziona con degli algoritmi (procedimenti), allo stesso modo dei programmi per computer, e che teoricamente può fare qualunque calcolo o analisi con un numero finito di passaggi.

Cosa voglio dire con questo? Che possiamo persino far credere a un sistema o a un programmi di trovarsi su un dispositivo diverso da quello per il quale è stato progettato, ad esempio usare dei programmi per cellulare sul computer. Sto parlando dell’emulazione.

(Fonte: Fantasyanime)

Gli infiniti utilizzi dell’emulazione (Fonte: Fantasyanime)

Sapete la differenza tra emulazione e virtualizzazione? Mentre la virtualizzazione permette al pc di creare una replica virtuale di sé stesso, con l’emulazione si può creare una macchina con hardware completamente diverso da quello di origine: E’ possibile così replicare i primi computer, come il Commodore 64 e l’Amiga, o giocare ai giochi della PlayStation direttamente dal proprio pc.

Alcuni esempi di emulatori:

(Fonte lista: Wikipedia)

Come vedete, le applicazioni sono molteplici. Oltre ad emulare diversi dispositivi sul computer è possibile emulare un computer su altri dispositivi, ad esempio sulla PSP o sullo smartphone Android, grazie a programmi come Dosbox o QEMU. In questo modo si possono portare dei programmi per computer sempre con sé in tasca:

DOS e Windows su PSP con Dosbox (Fonte: Modthis)

DOS e Windows su PSP con Dosbox (Fonte: Modthis)

L’emulazione viene anche sfruttata ufficialmente su console come la PS3 per permettere di giocare ai giochi di console precedenti, come la PS2. Un altro utilizzo, molto interessante, è quello sfruttato da Bluestacks, un programma che permette di emulare l’hardware dei cellulari, che usano processori con architettura ARM invece della solita x86 dei pc, permettendoci di utilizzare le app scritte per il sistema operativo Android sui nostri computer.

Bluestacks (Fonte: Crunchbase)

Bluestacks (Fonte: Crunchbase)

Il maggior pregio dell’emulazione rispetto alla virtualizzazione è anche il suo maggiore problema: Visto che deve replicare esattamente il sistema di riferimento, lo spazio in cui sono permesse ottimizzazioni è limitato, e il sistema emulante deve avere una potenza molto maggiore di quello emulato, in maggior modo rispetto a quanto si vede con le macchine virtuali. E’ comunque possibile emulare un sistema dentro ad un altro:

Emulatore di Sinclair ZX Spectrum, dentro a un emulatore di Acorn Archimedes su Windows XP (Fonte: Wikipedia)

Emulatore di Sinclair ZX Spectrum, dentro a un emulatore di Acorn Archimedes su Windows XP (Fonte: Wikipedia)

Ciò rende l’emulazione molto meno utile della virtualizzazione in ambito lavorativo, ma almeno ci permette di rivivere le nostre esperienze più nostalgiche con i giochi retro’ e fare delle cose improbabili con i nostri dispositivi, senza limiti imposti dai tipi di hardware.

 

Cristian Ricardo Quadro

Grandi novità con OS X Mavericks!

12 Giu

Salve amanti dell’hi-tech,

come saprete il 10 giugno è iniziato il WWDC (developer.apple.com), ossia il World Wide Developers Conference dove l’azienda Apple ha presentato davvero molte novità sia sul piano Hardware che Software. In questo post descriverò solo quest’ultime.

www.ninjamarketing.it

Logo del WWDC 2013 (immagine da ninjamarketing.it)

OS X Mavericks è il nome del nuovo sistema operativo per compuer presentato all’evento. In molte delle novità vedremo un grande avvicinamento a iOS, il mondo mobile della Apple; d’altronde le vendite degli smartphone e tablet sono sempre più in crescita ed è giusto cercare di colmare questa divisione. Ho diviso le novità rispetto all’ambito, ossia quelle che riguardano Internet, quelle per la sincronizzazione col mobile e quelle per la gestione file e altre funzioni non in relazione alla rete.

Foto del WWDC (da ninjamarketing.it)

Foto del WWDC (da ninjamarketing.it)

Per quanto concerne la gestione file è stato migliorato il Finder, ossia l’applicazione che “consente praticamente di accedere “visivamente” a tutti i dati presenti sul Mac, inclusi dischi rigidi, applicazioni, file, cartelle e DVD” (support.apple.com). Ciò grazie a tag e diverse priorità per i file, che permettono di individuarli molto velocemente. Spesso infatti può essere molto frustrante trovare file archiviati molto tempo prima e queste sono due ottime soluzioni, anche se era già possibile ottenere tabs per il Finder grazie all’app TotalFinder (totalfinder.binaryage.com).

Funzionamento dell'app TotalFinder (immagine da sito ufficiale totalfinder.binaryage.com)

Funzionamento dell’app TotalFinder (immagine da sito ufficiale totalfinder.binaryage.com)

OpenGL 4, un’altra innovazione, è un gestore delle prestazioni che migliora anche la durata della batteria attraverso l’uso di memoria compressa, che evita l’uso di memoria inattiva, migliorando reattività e diminuendo consumi (fino al 62% di energia in meno).

L’ultima miglioria che non riguarda la rete è il Multiple Display, che migliora la gestione di più schermi, che potranno avere dock e menu, rendendoli praticamente computer diversi (ma ovviamente sarà possibile il dragging tra i veri schermi). Molto interessante per chi è abituato a esporre presentazioni o per chi usa più display per velocizzare le operazioni (anche se già con il trackpad la gestione delle applicazioni è molto comoda, quasi come avere più schermi).

Multiple Display (immagine da engadget.com)

Multiple Display (immagine da engadget.com)

Per quanto riguarda strettamente applicazioni Internet abbiamo sicuramente un grande miglioramento di Safari, che dovrebbe diventare più veloce di Google Chrome di 1,44 volte usando meno CPU. A quanto dichiarato migliorerà anche lo scrolling e diminuirà il lag. Le promesse sono quindi di un Browser che possa visualizzare di più e più velocemente. Personalmente trovo che già ora Safari sia molto stabile anche se messo “sotto pressione” con l’apertura di decine di schede. Sarà inoltre presente una barra con gli Shared Links, ossia i link condivisi dai propri amici su Twitter, Facebook e altri social.

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Statistiche uso CPU da parte dei browser (immagine da ninkamarketing.it)

 

Un contatto ancora più diretto con iOS si avrà grazie alla disponibilità di iBooks anche per computer (ovviamente con possibilità di usare iCloud). Penso che sia per gli ebook sia per i file PDF sarà molto comoda una sincronizzazione automatica senza passare manualmente attraverso iTunes. Un servizio simile è comunque già offerto da Dropbox, integrato in molte app, ma visto che i preziosi giga gratuiti sono limitati in entrambi i casi, dividere i la syncro delle varie app in due “nuvole” non può che raddoppiare la comodità. Sarà inoltre possibile calcolare un percorso dal proprio Mac e trasferirlo attraverso l’applicativo Mappe all’iPhone che verrà usato come GPS. Ritengo minore questa miglioria perché l’app Google Maps supera di gran lunga in accuratezza il programma della Apple.

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Personalmente penso che alcune tra le pecche più fastidiose delle precedenti versioni siano state corrette e che sia stata aggiunta qualche novità carina. Commentate e dite anche la vostra sulle novità di Mavericks! In ogni caso il nuovo OS sarà disponibile dal prossimo autunno, sperando che gli sviluppatori soddisfino le nostre aspettative! 

Federico Fallace

Fonti: http://www.ninjamarketing.it/2013/06/10/wwdc-2013-apple/

AGGIORNAMENTO: Pubblicato video della presentazione di Mavericks nella sezione video.

Cos’é GNU/Linux?

9 Giu

GNU/Linux é un sistema operativo che grazie alla sua licenza (GPL, descritta a questo link su Wikipedia) é un software libero. Ciò vuol dire che é utilizzabile per qualsiasi scopo (personale, didattico, in ambito lavorativo…), riproducibile in maniera illimitata e modificabile per le proprie esigenze, ma nel caso in cui si pubblichi il programma con le proprie variazioni bisogna distribuirlo con la stessa licenza in modo che sia di beneficio per la comunità. Il tutto gratuitamente e senza chiedere il permesso all’autore.

Il naturale logo di GNU, l'omonimo animale (immagine da gnu.org)

Il naturale logo di GNU, l’omonimo animale (immagine da gnu.org)

Il codice sorgente, ossia il testo che un programmatore scrive e riesce a comprendere e che le macchine interpretano e compilano, è scaricabile, consultabile e modificabile liberamente. Questa é la vera differenza tra “free” come gratuito (free beer) e “free” come libero (free speech).

Stallman si oppone all'Open Source, concetto troppo moderato rispetto al software libero (immagine da blog.hfoss.org)

Stallman si oppone all’Open Source, concetto troppo moderato rispetto al software libero (immagine da blog.hfoss.org)

Una mappa delle infinite distribuzioni di Linux (da Wikipedia). Clicca per ingrandire l'immagine.

Una mappa delle infinite distribuzioni di Linux (da Wikipedia). Clicca per ingrandire l’immagine.

Con il Computer Software Copyright Act del 1980 si incominciò a tutelare il software esattamente come un’opera letteraria; contro questa decisione Richard Stallman creò il sistema operativo GNU (GNU is Not Unix) che era completamente libero ma a cui mancava un kernel funzionante. Nel 1991 Linus Torvalds, volendo un software simile a Minix (Wikipedia) ma senza una licenza che ne limitasse le modifiche, creò un sistema operativo partendo dalla base GNU a cui aggiunse il kernel chiamato Linux in suo onore. L’unione complementare di GNU e Linux ha dato vita alle migliaia di versioni di OS che oggi sono la piú valida alternativa ai software proprietari quali Windows, Mac e UNIX. 

GNU e Linux insieme per un OS davvero libero (immagine da gnu.org)

GNU e Linux insieme per un OS davvero libero (immagine da gnu.org)

 

 

 

 

 

Una particolarità di GNU/Linux é che si può utilizzare completamente da linea di comando, essendo stato concepito per server. La shell (qui una breve guida di linuxguide.altervista.org) é lo strumento che acquisisce i comandi dall’user o dalle applicazioni e li traduce in linguaggio eseguibile dal kernel. Esistono anche degli strumenti grafici che aiutano l’utente nell’utilizzo dei comandi. Ad esempio un emulatore di shell aiuta con il loro completamento, mostra facilmente quelli inseriti in precedenza e cosí via.

Spiegazione della relazione  shell-kernel (immagine da ubuntulandia.blogspot.it)

Spiegazione della relazione shell-kernel (immagine da ubuntulandia.blogspot.it)

Linux é inoltre un sistema operativo fortemente multi utente, quindi ha utenti standard con permessi limitati e l’amministratore, chiamato root, che ha i permessi massimi.  Con questo super utente ci si può loggare per tutta la sessione (non in tutte le distribuzioni di Linux) o lo si può “invocare” per singoli comandi volta per volta grazie al comando sudo. Per il normale uso é consigliabile il secondo metodo, soprattutto per utenti non espertissimi (per evitare di dare permessi a comandi “pericolosi” senza rendersene conto).

Root has got the power! (immagine da linuxbasic.altervista.org)

Root has got the power! (immagine da linuxbasic.altervista.org)

Spero che il mondo Linux vi abbia affascinato come ha affascinato me! In caso positivo provatelo almeno in versione live! Ecco i link ai rispettivi siti delle distribuzioni più diffuse Ubuntu e Linux Mint.

Federico Fallace

Windows Server: cos’è?!?

8 Giu

Windows Server? Cos’è esattamente? Come funziona? Conviene installarlo?

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E’ vero. Molti non sanno nemmeno della sua esistenza. È un sistema operativo fatto dalla Microsoft con potenti strumenti e “software” per la gestione di un server: contiene tutto il necessario per far girare appieno un server, praticamente un PC che deve gestire una rete di altri computer e fornisce loro dei servizi come database, file, email, intranet e internet.

Come potete capire quindi serve solo se si ha il bisogno di un computer che faccia da “centrale” a molteplici altri nella rete, poiché include appunto quelle utilità di sistema adatte alla loro gestione, pertanto lo si può trovare applicato ad esempio in computer situati in aziende e università.

La versione più recente è Windows Server 2012, la quale offre alle aziende e ai provider di hosting un’infrastruttura scalabile, dinamica, compatibile, multi-tenant e ottimizzata per il cloud computing.

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Configurazione di un ambiente di test

In seguito un video in cui viene illustrato come configurare e dimostrare le funzionalità, le tecnologie e gli scenari di Windows Server 2012 in un ambiente di laboratorio di test standardizzato e semplificato.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=J80Yk4tBHto

Preparazione all’installazione e alla distribuzione

Ecco tutto ciò che occorre sapere prima, durante e dopo l’installazione.

  • Opzioni di installazione di Windows Server
    Informazioni sulle opzioni di installazione, tra cui le opzioni di gestione disponibili per l’installazione e come cambiare opzione di installazione durante l’utilizzo.

Esecuzione di attività comuni

Attività di gestione comuni ed esplorazione Windows Server 2012
Acquisendo familiarità con la nuova interfaccia in stile Metro di Windows, questo documento consentirà di trovare e avviare strumenti di gestione comuni, creare collegamenti a programmi utilizzati di frequente ed eseguire attività comuni, ad esempio accedere e disconnettersi.

Informazioni sulle funzionalità

Novità
Vengono illustrate le novità e le modifiche incluse Windows Server 2012, con particolare attenzione alle modifiche che avranno potenzialmente le maggiori conseguenze sull’utilizzo di questa versione.

Informazioni e risoluzione dei problemi
Queste guide scaricabili forniscono panoramiche, descrizioni funzionali, approfondimenti tecnici aggiuntivi e contenuto per la risoluzione dei problemi per le funzionalità e le tecnologie di Windows Server 2012.

Analisi degli scenari tecnici

  • Creazione dell’infrastruttura cloud: panoramica dello scenario
    È possibile sfruttare nuove funzionalità nell’ambito della virtualizzazione di archivi e reti che, abbinate a una migliore virtualizzazione a livello di server, consentono di creare la propria infrastruttura cloud basata su Windows Server 2012. Questo approccio favorirà la realizzazione della strategia volta alla fornitura di un servizio IaaS (Infrastructure as a Service) o alla creazione di servizi ospitati.
  • Server Web con hosting semplificato (IIS): panoramica dello scenario
    La scalabilità rapida ed efficiente delle applicazioni Web consente di ottenere una piattaforma Web predisposta per il cloud. Sicurezza avanzata, inizializzazione delle applicazioni, scalabilità compatibile con NUMA e la condivisione delle risorse attraverso i siti consente questa rapida scalabilità con un sovraccarico minore in termini di gestione.

Fonte: Microsoft (http://technet.microsoft.com/it-it/bb291022)

Giuseppe Zocco

Windows XP, Vista o 7: chi arriva prima?

5 Giu

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Di seguito ecco una serie di test in cui si mettono a confronto le prestazioni dei tre OS Microsoft.

L’hardware con cui è eseguito tale paragone è ovviamente uguale in tutti e tre i casi (compresi i programmi installati), dotato di: RAM 2 GB, processore Intel Core i3, scheda madre Asus e hard disk da 320 GB.

TEST 1: Installazione sistema operativo, avvio e spegnimento

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Esiti: All’ultimo gradino del podio troviamo l’XP, soprattutto per il fatto che a fine installazione non ha trovato svariate componenti (quali chip audio, LAN, stampante) che bisognava quindi installare manualmente e ciò ovviamente ha fatto perdere alcuni minuti (sempre se si hanno a portata di mano i vari CD d’installazione!). Al secondo posto si è classificato il Vista (che ha riconosciuto tutto tranne la stampante), preceduto dal Windows 7, il quale, non solo è stato il più rapido ma ha anche riconosciuto tutto correttamente. Per quanto riguarda l’avvio del sistema, Vista ne esce decisamente penalizzato, mentre nello spegnimento sono tutti su livelli abbastanza vicini, con una prestazione molto valida per Windows 7.

TEST 2: Prestazioni con il disco rigido

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Esiti: La differenza di risultati non è enorme in nessun test, tuttavia il Vista ne esce quasi sempre penalizzato, ad eccezione della scansione dei 26000 file con MB AntiMalware, in cui risulta primo.

 

TEST 3: Conversione multimediale

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Esiti: Questa volta ad uscire penalizzato è Windows 7, soprattutto nella conversione da Divx a DVD, mentre le prestazioni di Vista sono le migliori.

 

CONCLUSIONI

Questo confronto vuole solo verificare se ci sono differenze prestazionali significative tra i vari sistemi operativi Microsoft. Non c’è l’intenzione di paragonare globalmente i sistemi operativi l’uno con l’altro, perché le differenze vanno al di là di qualche più o meno semplice tabella.

Tuttavia le differenze prestazionali che si sono viste in questo confronto sono interessanti:

  • Windows XP è il sistema operativo che, nella media, ha fatto registrare le prestazioni migliori (eccetto nell’installazione, dove non ha riconosciuto svariati componenti).
  • Il Vista si è dimostrato generalmente più lento dei due concorrenti, anche se nei test in cui la CPU è stata impiegata a lungo, intorno al 100%, è riuscito a primeggiare.
  • Windows 7 non ha mostrato incrementi prestazionali significativi, tuttavia è stato per lo più davanti al Vista, e a volte anche all’XP. Riconosce in un attimo qualsiasi tipo di dispositivo venga collegato, cosa che non avviene con l’XP, ma mostra qualche limite nei momenti in cui la CPU viene maggiormente impegnata.

Giuseppe Zocco

“Misteri” e “scomparse” in Windows 8

4 Giu

“Start? Nessuno lo usava più…”

Questa è stata la giustificazione della Microsoft sull’assenza del tradizionale pulsante: “Lo abbiamo notato esaminando in che modo gli utenti utilizzavano Windows 7: lo Start veniva del tutto snobbato perché tutti si erano abituati ad usare la funzionalità “pinning” che permette di sfruttare la barra delle applicazioni come un “launcher” per avviare le applicazioni utilizzate più di frequente” ha dichiarato Chaitanya Sareen, program manager di Microsoft.

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Così Windows 8 rimarrà orfano del “suo” pulsante che l’aveva da sempre contraddistinto, quando Microsoft lo introdusse nel suo sistema operativo ai tempi dello storico lancio di Windows 95. Adesso il tutto è stato sostituito dalla nuova interfaccia “Metro”, fortemente criticata perché più adatta per dispositivi dotati di schermo touch piuttosto che per i sistemi desktop e notebook. La cosa è in parte comprensibile, visto che gli utenti, per decenni, si sono abituati a una determinata impostazione d’uso del sistema operativo e come sempre il nuovo e il cambiamento incutono un po’ di timore. Con il rilascio di Windows 8, infatti, è stato subito chiaro che lo sviluppo del sistema operativo è stato fortemente orientato a tentare di coniugare il tradizionale mondo dei PC, che utilizzano come strumento di interfaccia il mouse e la tastiera, con quello dei tablet, che invece basano l’esperienza d’uso sul touchscreen. Questo incontro doveva per forza avvenire a metà strada e per questo forse rischia di non essere subito ben accettato. Ma come per ogni innovazione, dopo un po’ di tempo ci si abitua e, presa confidenza, si dimenticano le difficoltà iniziali e si iniziano ad apprezzarne i vantaggi.

Che fine ha fatto il Bios?

Come avete potuto notare, in Windows 8 c’è molto meno tempo a disposizione per premere i tasti F8 o F2 per l’attivazione delle modalità provvisorie o per accedere alle attività di gestione e manutenzione del sistema. Si è dovuto quindi cercare delle soluzioni alternative.

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In primis, i tecnici Microsoft spiegano che con Windows 8 si è voluto riunire in un’unica schermata tutti gli strumenti che consentono di accedere alle funzioni di gestione. Attraverso una stessa schermata – caratterizzata da una grafica in stile Windows 8 anziché la solita impostazione esclusivamente testuale presente nelle versioni precedenti di Windows – è possibile accedere ad una sorta di modalità provvisoria, richiedere il ripristino del sistema operativo, effettuare il boot da periferiche USB od unità CD/DVD ROM e addirittura utilizzare un sistema operativo diverso.

Dallo stesso menù di scelta sono accessibili alcuni strumenti addizionali che consentono di accedere alle impostazioni del BIOS UEFI-compatibile (si ottiene lo stesso effetto che si ha, oggi, premendo i tasti F2 o DEL). Tale schermata apparirà automaticamente ogniqualvolta dovesse essere rilevata la presenza di un problema che impedisce il corretto avvio di Windows 8. La sua comparsa potrà comunque essere richiesta in altri modi: riavviando il personal computer dalla finestra “Advanced startup”, tenendo premuto il tasto “MAIUSC” mentre si riavvia il personal computer nella modalità canonica (cliccando su “Riavvia” nell’interfaccia di Windows 8) oppure, ancora, digitando il comando “shutdown.exe/r/o”.

Altre scomparse…

mistero

  • Riproduzione DVD: L’utilizzo di formati DVD è andata a scomparire nel tempo e pertanto in Windows 8 è stato rimosso il supporto per la riproduzione DVD (addirittura molti dei nuovi PC vengono venduti sprovvisti di unità DVD).
  • Notifiche di aggiornamento: Oggi le notifiche di aggiornamento vengono visualizzate tramite un’icona che figura nella barra degli strumenti. In Windows 8, invece, le stesse non compariranno più sul desktop, ma solo nelle schermate d’accesso e di blocco.
  • Documenti recenti: La voce non è inclusa nella nuova interfaccia. Per trovare e visualizzare tutti i documenti presenti nel vostro PC dovrete necessariamente sfruttare il tasto “Cerca”.
  • Gadget: I widget classici (calendario, note, meteo, controllo prestazioni, orologio, ecc.) non sono più disponibili in Windows 8 come parte integrante della Sidebar. Molti di questi saranno comunque visualizzati nella schermata di avvio.
  • Backup e ripristino: La vecchia funzionalità di backup e ripristino è stata sostituita dalla funzionalità “Cronologia del file”: il servizio monitora la cartella che intendete salvare creando automaticamente file di backup ogniqualvolta che ci sono modifiche.

Giuseppe Zocco

Multiboot: perché scegliere solo un OS?

25 Mag

La scelta di un sistema operativo per il proprio computer non è sempre così scontata, dato che molte applicazioni non sono utilizzabili su un sistema operativo o sull’altro. Quindi quale sistema operativo scegliere? Windows, MacOS o una delle svariate versioni di OS basati su kernel Linux? Volete divertirvi con qualche videogioco disponibile solo per PC, sfruttare l’infinito potenziale dell’open source che Linux riesce a dare e lavorare su un sistema più sicuro e stabile come MacOS?

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(Fonte: franchise-metalbois.com)

La risposta è che non c’è bisogno di limitarsi, grazie al Multiboot (Wikipedia), ossia la scelta tra vari sistemi operativi all’avvio della macchina grazie ad un Boot manager (Wikipedia). Questo programma si antepone all’avvio del sistema operativo predefinito e fa effettuare una scelta; avvia quindi il Boot loader (Wikipedia) che caricherà il kernel dell’OS scelto.

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(Fonte: chepc.altervista.org)

Sebbene tutto ciò possa sembrare complicato, molti Boot manager hanno un interfaccia minimale e con icone dalla grande intuitività! I più famosi sono GRUB e LILO, usati in moltissime versioni di Linux. Per hardware basati su EFI abbiamo elilo ma anche rEFIt, che, per quanto riguarda la mia esperienza personale, non ha mai dato i tipici problemi come il dover riavviare più volte il computer per essere caricato correttamente.

REFIt

(Fonte: Wikipedia)

E ora fai a fette il tuo Hard Disk! Il multiboot infatti ha bisogno di un corretto partizionamento del disco rigido, ossia dovrete dividere i vostri preziosi giga per i vari sistemi operativi… esattamente come una torta! Ciò non dovrebbe essere un grosso limite data la sempre crescente grandezza dei nostri hard disk. Un mio consiglio è di tenere i file pesanti come film, giochi e immagini che non usate spesso in un hard disk esterno.

partizione

(Fonte:istitutomajorana.it)

Ora installate i sistemi operativi che volete! Ma prima qualche utile consiglio: 

  • Non installate un altro OS senza aver fatto un backup… meglio prevenire che curare.
  • Provate la versione live! Per alcuni OS è possibile la prova senza installazione, utile per verificare il funzionamento di wifi, scheda grafica ecc. ma anche per vedere se vi piace ciò che state per installare.
  • Se scegliete la partizione manuale non dimenticate una partizione per la memoria Swap

Federico Fallace

AGGIORNAMENTO: Pubblicato video di installazione rEFIt nella sezione video.

Nozioni fondamentali sul sistema operativo

7 Mag

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1. Che cos’è un sistema operativo?

Un sistema operativo è un insieme di componenti software, che garantisce l’operatività di base di un calcolatore, coordinando e gestendo le periferiche e facendo da interfaccia con l’utente, senza il quale quindi non sarebbe possibile l’utilizzo del computer stesso e di altri software più specifici, come le applicazioni. È dunque un componente essenziale del sistema di elaborazione che funge da “base” al quale si appoggiano gli altri software, che dunque dovranno essere progettati e realizzati in modo da essere riconosciuti e supportati da quel particolare sistema operativo. Assieme al processore, con cui è strettamente legato, costituisce la cosiddetta piattaforma del sistema di elaborazione.

2. Quali sono i suoi compiti?

I compiti svolti da un sistema operativo possono essere suddivisi in:

  • Main Memory Management: la gestione della memoria e del suo utilizzo;
  • Process Management: la gestione dei processi, eseguendo su di essi operazioni come la creazione e la distruzione, la sospensione e la sincronizzazione;
  • Input/Output System Management: la gestione dell’interazione con i dispositivi, quali RAM, disco, terminali, comandandoli, intercettandone le interruzioni e risolvendone gli errori;
  • File Management: la gestione di file e cartelle, della loro creazione, modifica ed eliminazione;
  • Protection System: la supervisione e la limitazione, se necessario, dell’accesso e dell’utilizzo di risorse del sistema da parte di programmi e utenti;
  • Command-Interpreter System: la traduzione dei comandi che vengono inviati al Sistema Operativo.

3. Quanti sistemi operativi esistono?

Per i PC è attualmente disponibile solamente un numero relativamente esiguo di sistemi operativi. Quelli più diffusi sono:

DOS;

ms-dos.big

Windows 95/98/ME;

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Windows 2000/XP;

Windows-XP-help

Windows 2012 server;

microsoft-Windows-Server-2012

Linux/Unix;

Linux_screenshot

Mac OS.

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4. E da cosa si differiscono l’uno dall’altro?

Le differenze tra di essi possono essere anche consistenti, sia in termini di possibilità di interazione con l’utente sia in termini di funzionalità implementate:

  • Le versioni europee di Windows utilizzano la codifica ASCII estesa, mentre Linux utilizza sempre UNICODE;
  • Windows, Linux e Mac OS supportano file con nomi lunghi anche 255 caratteri, ma non il DOS, che ammette solo il formato 8+3;
  • Windows riconosce il tipo di dati dei file e associa ad essi la corretta applicazione solo dall’estensione del nome dei file, Mac OS non attribuisce importanza all’estensione  mentre Linux determina il tipo in base ai primi caratteri dei dati.
  • Max OS Classic, contrariamente a Windows, Linux e Mac OS X, non supporta partizioni di dimensioni superiori a 4 GB e non esegue l’autenticazione degli utenti.

5. Che differenza c’è tra un sistema operativo di 64 bit e uno di 32?

Il primo sfrutta direttamente la possibilità dei moderni processori a 64 bit di poter utilizzare 64 bit per indirizzare la memoria, mentre un sistema a 32 bit può essere installato senza alcun problema anche su una macchina con processore a 64 bit. Contrariamente, non è possibile installare un sistema operativo a 64 bit su una macchina con processore a 32 bit, ciò renderebbe meno performante il computer.

Giuseppe Zocco