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Android e il rooting: Libera il potenziale del tuo smartphone!

13 Giu

Avete un cellulare con OS Android e volete di più? Siete rimasti a una versione vecchia del sistema perché il produttore non rilascia più gli aggiornamenti? Oppure, semplicemente, volete sbarazzarvi delle app preinstallate che vi rallentano il sistema? Se la risposta a una di queste domande è sì, allora potreste essere interessati al rooting del cellulare, e all’installazione di ROM Custom. Adesso vi spiegherò tutto quello che c’è da sapere.

(fonte: Tronicsrepair)

(fonte: Tronicsrepair)

Come sapete dagli articoli scritti in precedenza, Android si basa su Linux. Quando si utilizza Linux di solito si hanno solamente permessi da Utente Normale: non è possibile modificare i file di sistema. Ciò permette, durante il normale utilizzo del cellulare, di non correre rischi di compromettere i file che permettono il funzionamento. Tuttavia, se si vuole modificare i file alla radice del sistema e sbloccare il potenziale di Android bisogna ottenere i permessi di root (radice), diventando in questo modo un Superuser.

Superuser è anche il nome del programma che da' i permessi di root alle altre app (Fonte: Google)

Superuser è anche il nome del programma che da’ i permessi di root alle altre app (Fonte: Google)

Una volta che si hanno i permessi di root si può fare di tutto: installare dei driver per utilizzare il joystick della PS3 attraverso Bluetooth, eliminare le app fastidiose che prima non era possibile disinstallare, e installare una versione modificata del sistema Android, ossia una Rom Custom, che vi permette di acedere a tutte le personalizzazioni possibili del vostro cellulare e alle ultime versioni rese disponibili da Google (sempre che il vostro smartphone non sia troppo vecchio).

Tutto ciò vi interessa? Bene, ma fare il rooting è una procedura tutt’altro che semplice, e il metodo varia da modello a modello. Cercherò di darvi delle istruzioni generiche che valgono, con i dovuti accorgimenti, per tutti i cellulari, e vi indirizzerò verso i siti giusti.

Prima di tutto il solito disclaimer: Fare il rooting del cellulare e installare una Rom Custom può essere rischioso. Se non si seguono bene le istruzioni e non si legge in modo esauriente sull’argomento prima di agire si può arrivare al brick del cellulare. Non sono responsabile per qualunque danno causato da voi ai vostri smartphone nel seguire questa guida.

Attenzione! (Fonte: hse.gov)

Attenzione! (Fonte: hse.gov)

Adesso, quello che ho scritto potrebbe spaventarvi e indurvi a desistere. Tuttavia basta considerare i vantaggi in rapporto ai rischi, e sapere che secondo la mia esperienza basta seguire alla lettera le guide alla lettera per rimanere al sicuro. Nel mio caso i vantaggi sono stati superiori ai rischi: ho un Galaxy S che aveva un sistema vecchio e reso lentissimo da Samsung, mentre adesso avrebbe poco da invidiare a un S2. Sappiate inoltre che se, dopo aver installato un sistema Custom, scoprite che non vi piace, è possibile tornare a quello di partenza facilmente e senza ulteriori rischi.

Se volete solamente fare il rooting, mantenendo il sistema ufficiale, basta usare dei tool come One Click Root. Questi tool richiedono poche conoscenze tecniche e sono abbastanza sicuri. E’ ben più difficile, invece, andare oltre e installare una Rom Custom, ma i benefici sono molto maggiori: avrete un sistema libero dalle interfacce rese pesanti dai produttori.

Avete deciso di installare una Rom Custom? Siete pronti? Cominciamo!

  • Passo 1: Cercate il vostro modello sulla wiki di Cyanogenmod. CM è forse la Rom Custom più conosciuta al mondo, e una delle migliori. Se trovate il vostro dispositivo sul sito, e c’è la guida per fare il rooting e installare la Rom, siete fortunati. Avete tutto quello che vi serve per effetuare il root con facilità. Andate al Passo 3.
(Fonte: Phandroid)

La home page di Cyanogenmod (Fonte: Phandroid)

  • Passo 2: Cercate il vostro modello sul forum xda developers. Se il vostro dispositivo non è nella lista di CM, non c’è da disperare. Basta cercarlo su xda, la comunità di sviluppatori di Rom custom più grande al mondo. Una volta che siete sulla pagina del vostro dispositivo, basta andare nella sezione Android Development (o, se c’è, Original Android Development) e trovare una Rom che vi piaccia e che, soprattutto, abbia le istruzioni per installarla.
  • Passo 3: Leggete bene tutto ciò che vi sembra importante sapere, prima ancora di iniziare a provare. Questo è l’unico modo per evitare spiacevoli inconvenienti.
  • Passo 4: Fate il backup di tutti i vostri file e programmi (per le app vi consiglio un programma come Helium).
  • Passo 5: Seguite le istruzioni e incrociate le dita. Se avete fatto tutto bene il root dovrebbe funzionare.
  • Passo 6: Una volta che avete installato qualsiasi Rom potete installare la Rom custom che volete, agendo dalla recovery, un menù al quale si accede all’accensione del cellulare grazie a una certa combinazione di tasti, che varia a seconda del modello (di solito Volume Su + Power).
(Questo è il menu recovery. Fonte: Your Next Android)

(Questo è il menu recovery. Fonte: Your Next Android)

Adesso il vostro cellulare non sarà più lo stesso. Sentite il cambiamento, ed esperimentate tutte le varietà di interfacce che offre Android. In caso di problemi chiedete aiuto nel forum di xda, dove c’è sempre qualcuno pronto a rispondervi, oppure domandate a me nei commenti. Buona avventura!

 

Cristian Ricardo Quadro

Cos’é GNU/Linux?

9 Giu

GNU/Linux é un sistema operativo che grazie alla sua licenza (GPL, descritta a questo link su Wikipedia) é un software libero. Ciò vuol dire che é utilizzabile per qualsiasi scopo (personale, didattico, in ambito lavorativo…), riproducibile in maniera illimitata e modificabile per le proprie esigenze, ma nel caso in cui si pubblichi il programma con le proprie variazioni bisogna distribuirlo con la stessa licenza in modo che sia di beneficio per la comunità. Il tutto gratuitamente e senza chiedere il permesso all’autore.

Il naturale logo di GNU, l'omonimo animale (immagine da gnu.org)

Il naturale logo di GNU, l’omonimo animale (immagine da gnu.org)

Il codice sorgente, ossia il testo che un programmatore scrive e riesce a comprendere e che le macchine interpretano e compilano, è scaricabile, consultabile e modificabile liberamente. Questa é la vera differenza tra “free” come gratuito (free beer) e “free” come libero (free speech).

Stallman si oppone all'Open Source, concetto troppo moderato rispetto al software libero (immagine da blog.hfoss.org)

Stallman si oppone all’Open Source, concetto troppo moderato rispetto al software libero (immagine da blog.hfoss.org)

Una mappa delle infinite distribuzioni di Linux (da Wikipedia). Clicca per ingrandire l'immagine.

Una mappa delle infinite distribuzioni di Linux (da Wikipedia). Clicca per ingrandire l’immagine.

Con il Computer Software Copyright Act del 1980 si incominciò a tutelare il software esattamente come un’opera letteraria; contro questa decisione Richard Stallman creò il sistema operativo GNU (GNU is Not Unix) che era completamente libero ma a cui mancava un kernel funzionante. Nel 1991 Linus Torvalds, volendo un software simile a Minix (Wikipedia) ma senza una licenza che ne limitasse le modifiche, creò un sistema operativo partendo dalla base GNU a cui aggiunse il kernel chiamato Linux in suo onore. L’unione complementare di GNU e Linux ha dato vita alle migliaia di versioni di OS che oggi sono la piú valida alternativa ai software proprietari quali Windows, Mac e UNIX. 

GNU e Linux insieme per un OS davvero libero (immagine da gnu.org)

GNU e Linux insieme per un OS davvero libero (immagine da gnu.org)

 

 

 

 

 

Una particolarità di GNU/Linux é che si può utilizzare completamente da linea di comando, essendo stato concepito per server. La shell (qui una breve guida di linuxguide.altervista.org) é lo strumento che acquisisce i comandi dall’user o dalle applicazioni e li traduce in linguaggio eseguibile dal kernel. Esistono anche degli strumenti grafici che aiutano l’utente nell’utilizzo dei comandi. Ad esempio un emulatore di shell aiuta con il loro completamento, mostra facilmente quelli inseriti in precedenza e cosí via.

Spiegazione della relazione  shell-kernel (immagine da ubuntulandia.blogspot.it)

Spiegazione della relazione shell-kernel (immagine da ubuntulandia.blogspot.it)

Linux é inoltre un sistema operativo fortemente multi utente, quindi ha utenti standard con permessi limitati e l’amministratore, chiamato root, che ha i permessi massimi.  Con questo super utente ci si può loggare per tutta la sessione (non in tutte le distribuzioni di Linux) o lo si può “invocare” per singoli comandi volta per volta grazie al comando sudo. Per il normale uso é consigliabile il secondo metodo, soprattutto per utenti non espertissimi (per evitare di dare permessi a comandi “pericolosi” senza rendersene conto).

Root has got the power! (immagine da linuxbasic.altervista.org)

Root has got the power! (immagine da linuxbasic.altervista.org)

Spero che il mondo Linux vi abbia affascinato come ha affascinato me! In caso positivo provatelo almeno in versione live! Ecco i link ai rispettivi siti delle distribuzioni più diffuse Ubuntu e Linux Mint.

Federico Fallace